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In molte specie viventi l'aggregarsi in comunità sociali favorisce la sopravvivenza.

Nella specie umana , per esempio, ma non solo.

Ma c’è una categoria di viventi nei quali la socialità e l'aggregarsi in comunità si è sviluppata in maniera a dir poco impressionante.

E questa categoria  di viventi che ha sviluppata una cosi potente spinta alla socialità è la CELLULA.

Si è osservato che tanto più  le condizione di vita si fanno precarie , nei molti modi in cui la vita e la sopravvivenza possono esserlo, tanto più la vita tende a riprodursi.

Tanto più essa  è prolifica.

Vale per ogni specie e vale per ogni forma di vita.

In particolare si è osservato che , rispetto alle altre cellule , le cellule cancerogene sono molto più vitali, e, per quanto riguarda la loro sopravvivenza , molto più efficienti rispetto alle cellule cosiddette sane.

Grazie ad una varietà di specificità biologiche e biochimiche tipiche di quelle cellule “malate”.

Che tipo di precarietà rispetto alla sopravvivenza segnala questo surplus di vitalità da parte di queste cellule  ?.

Quale sarebbe il grido d'allarme con il quale vogliono attirare la nostra attenzione ?.

La risposta è piuttosto semplice.

Negli esseri umani ,le cui condizioni psichiche subiscono una feroce coartazione che impedisce lo sviluppo nella direzione psichica della loro reale natura , è  esattamente questa  forma di  vita, la reale natura dell’individuo,  ad essere precaria, ed è  esattamente questa forma di vita (negata, repressa , castrata, tormentata, massacrata) ad essere minacciata.

Ed è esattamente questa forma di vita a lanciare, in quel modo patologico potenzialmente mortale, quel grido di allarme.

E come se queste "nuove" forme vita urlassero:"La forma di vita naturale sana , la reale natura dell'individuo , si è rivelata troppo debole per contrapporsi efficacemente alla feroce castrazione della coscienza non riuscendo per ciò a prevalere su quella castrazione.

Ed allora entriamo in campo noi , cellule cancerogene potenti e potenzialmente mortali , per provare di risvegliare  questa coscienza costretta ad essere cieca e sorda rispetto alla sua vita interiore.

Ci proviamo noi a svegliare , inoltre, una funzione egotica, l'ego,  inerte e  latitante, incapace di sfruttare appieno le doti che la Natura , la sua stessa Natura, ha messo a sua disposizione.

Ci proviamo noi e se nemmeno noi ci riusciremo,  pazienza!!.

Vuol dire che questo individuo, questa  specie non ha in sè le caratteristiche adatte per poter sopravvivere!!”:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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