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Questa cosa già l'avevano intuita quei monaci buddisti che erano in una fase molto avanzata dello sviluppo della loro coscienza.

La c.d. coscienza di Sé è la coscienza del vuoto assoluto di informazioni.

Un vuoto assoluto di informazioni in modo che essa possa, senza impicci (e le informazioni del falso sè sono potenti ostacoli ritardanti), elaborare quantisticamente i miliardi di informazioni che la raggiungono in ogni nanosecondo da ogni cellula e neurone e rispondere, grazie a ciò che viene elaborato, compensativamente alle esigenze di ciascuna di quelle cellule e di ciascuno di quei neuroni.

Come ho già scritto esiste una coscienza del Sè a livello neuronale (coscienza cognitiva e percettiva) ed una coscienza del Sè a livello di coscienza quantistica (l'insieme di tutti i microtubuli di ogni cellula e di ogni neurone nonché delle informazioni che ad essi pervengono).

E più questi microtubuli sono vuoti di informazioni del falso sé più essi funzionano meglio nella loro attività di elaborazione delle informazioni che ad essi ad ogni nanosecondo pervengono.

Il luogo comune, il c.d horror vacui, è una cavolata dettata dalle resistenze alla crescita e dal terrore della coscienza dissociata nei confronti del mutamento.

La Natura riempie ogni vuoto disponibile nel suo sviluppo e nella sua evoluzione proprio perché raggiungere continuamente il vuoto assoluto, quel vuoto assoluto, è il suo progetto.

 (scritto il 7/5/23)

 

 

 

 

 

 


 

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