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E’ noto che una ciliegia tira l'altra.

E le ipotesi intuitive come le ciliegie si tirano l’una con l'altra.

Il che dice in qualche modo su una delle modalità di funzionamento del cervello.

Come le ciliegie però anche le ipotesi non sono tutte buone.

Ce ne sono di buonissime, di acerbe , di sgradevoli e di marce da buttare subito via.

Ma tutto ciò premesso se al fine di procedere nella acquisizione di conoscenza c’è bisogno di formulare una ipotesi ancorchè non verificata, e forse perfino non verificabile , l’ipotesi va formulata.

Con tutti i dubbi che ad essa possono accompagnarsi.

E’ possibile che  le droghe procurino un sollievo temporaneo a causa della localizzata distruzione di neuroni e delle informazioni "velenose" in essi memorizzati.

Mentre  il danno neuronale così procurato è probabilmente irreversibile il sollievo vissuto è sempre temporaneo.

Ciò in quanto il cervello memorizza informazioni ed esperienze a più livelli tra di loro intercomunicanti.

Per cui una piccola  distruzione di informazioni in una qualche  area neuronale viene  dopo un qual certo tempo surrogata dal ripristino di collegamenti con le parti non danneggiate.

Come accade con i server ed i grandi computer che hanno più memorie di massa le cui informazioni sono continuamente allineate e parificate tra di loro.

Forse l’ambizione autodistruttiva inconscia  del tossicodipendente, agito dal suo feroce complesso di castrazione , è proprio quello di riuscire  a distruggere l'intero suo apparato neuronale (Le cui informazioni “velenose”, e non il suo apparato neuronale,  sono responsabili del suo disagio, anche se lui non può rendersene conto).

 

 

 

 


 

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