E’ conoscenza comune e diffusa che il pensare è frutto della funzione razionale , della funzione pensiero, della ragione insomma.

Ed è essa attività volontaria e comandata in una certa misura dall’ego cosciente.

E’ conoscenza molto meno diffusa che esiste anche un’altra intelligenza , un altro modo di pensare, che è l’intuitività.

Attività mentale questa frutto della funzione intuizione.

La coscienza , la parte del cervello quale che sia  che gestisce questa funzione mentale , ha perciò due modalità di funzionamento ai fini del pensiero:La capacità razionale e la capacità intuitiva.

Mentre la prima è attività in parte volontaria la seconda è attività assolutamente spontanea e quindi non volontaria.

La coscienza dell’individuo dissociato da sé utilizza gran parte delle  potenzialità elaborative della funzione razionale ad elaborare e mantenere attive  quantità monumentali di protesi del falso sé e a gestire imponenti e complesse strutture adattative alla particolare condizione psichica data con una conseguente ovvia riduzione significativa della propria capacità di elaborazione razionale cosciente.

Impiega invece  ben poco o addirittura nulla della capacità intuitiva della coscienza , della sua funzione intuizione la quale è di solito pressoché azzerata.

Mentre si potrebbe dire metaforicamente che la funzione intuizione opera in senso orizzontale gestendo sullo stesso piano gli “oggetti” percepiti dalla realtà sensibile la funzione intuizione , sempre metaforicamente , si potrebbe dire che opera in senso verticale.

Collegando tra di loro , attraverso numerosissimi percorsi più o meno complessi, “oggetti” significativi dell’inconscio e simboli della coscienza.

Se un organo , quale che esso sia viene impiegato in modo parziale rispetto alle sue potenzialità naturali e biologiche che cosa succede a quell’organo ?.

Se uno si legasse , bloccandolo dietro la schiena,  il braccio sinistro per anni ed anni cosa succerebbe alle ossa, ai muscoli, ai nervi ecc. del suo braccio ?.

Cosa succede all’apparato neurologico del cervello se esso viene impiegato solo in una misura estremamente limitata rispetto alla sua complessiva potenzialità ?

Le malattie neurologiche (il morbo di Parkinson, l’Alzheimer , ecc.) che legame hanno con questo mancato impiego delle potenzialità dell’apparato neurologico ?.

 

 

 

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