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Nelle carte da gioco italiane il Re di denari (o Re d’ori) è una carta molto importante che può fungere ogni altra carta del mazzo .

Viene perciò chiamata anche “la matta”.

Nelle carte da gioco francesi una carta simile a quella  è il Jolly e può come “la matta” fungere ogni altra carta del mazzo.

E quindi ,come il Re di denari,  in un certo senso le rappresenta tutte.

Dice un sogno: “Giocando a scopa con le carte mi viene fuori la matta cioè il dieci di denari.La metto in evidenza sul tavolo ma qualcosa la fa saltare via dal tavolo .Io la cerco per terra , trovo tre assi di un altro mazzo di carte che non servono a niente in questo gioco ed infine la trovo nascosta dietro qualcosa. Facciamo una seconda mano e mi viene fuori ancora la matta .”

J. L. Borges fa dire al personaggio di un suo racconto che “l’aleph è il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli".

L’aleph è la prima lettera dell’alfabeto ebraico così come l’alfa lo è dell’alfabeto greco.

Tale lettera rappresenta anche l’intero alfabeto e secondo  Borges è un simbolo che rappresenta la totalità dei luoghi dell’intero Universo.

In sostanza l’aleph è una sorta di simbolo totipotente.

Esattamente con il Re di denari o il Jolly.

Nel sogno il Re di denari rappresenta da una parte il “Simbolo” , l’unità base che rappresenta tutti i simboli ed insieme tutti i significati, il simbolo cioè come “parola” fondamentale dei linguaggi simbolici.

L’alpha e l’omega , la prima parola e l’ultima dell’alfabeto greco, vengono talora indicati come simboli della  totalità.

E nel caso del sogno in esame il Re di denari ,o Re di ori, è da una parte la carta che rappresenta tutte le carte del mazzo e dall’altra parte   il simbolo che rappresenta  la totalità del Sé.

Spazzato via dalla coscienza dopo la nascita dall’imprinting infantile , ritrovato nel corso dell’autoanalisi ed infine emerso una seconda  volta nel sogno.

Questo due simboli identici e fondamentali sono destinati uno alla coscienza cognitiva ed uno alla coscienza percettiva per rappresentarvi ivi , in modo estremamente sintetico , l’immagine del Sé.

Diceva la parte finale di un sogno precedente: “Poi mi accorgo che i  miei zoccoli che uso in casa sono rimasti in mare e dovrò recuperare anche quelli.”

I due zoccoli in questo sogno rappresentano due “cose” fondamentali , i due zoccoli fondanti della coscienza , dei quali non avevo ancora capito il significato.

Essi erano rimasti in mare , erano ancora inconsci.

Il sogno successivo consente di comprenderne il significato.

Essi rappresentavano i due Re di denari ,cioè  i due simboli che rappresentano la totalità del Sé, gli “zoccoli” (nel senso di fondamenta, di pietre portanti) sui quali si fonda (nei suoi due termini ormai noti)  la coscienza del Sé .

Ed infine perché “la matta”?.

Non a caso l’altra “matta”  cioè il Jolly del mazzo di carta francesi porta sul capo un berretto a sonagli  che della follia (Pirandello l’ha chiamata “la corda pazza”) è simbolo.

Ed è simbolo della follia in quanto la follia nelle sue multiforme espressioni  è la rappresentazione di tutti i comportamenti e di tutti i pensieri e di tutte le allucinazioni ed i deliri esprimibili dalla coscienza umana.

Tutti ma proprio tutti .

Dai comportamenti e dai pensieri più sani ai comportamenti ed ai pensieri ed ai sintomi più patologici.

Essa tutto comprende in sé ed in sé tutto riesce  a rappresentare .

Essa , come l’Oracolo di Delfi (Eraclito) , TUTTO E DI TUTTO SIGNIFICA.

N.B.: Le diverse associazioni spontanee di cui è denso questo pezzo sono alogiche cioè apparentemente "folli".

E lo sono sicuramente per una qualsiasi coscienza razionale.

Occorre avere pazienza. I percorsi della intuizione sono fuori dal mondo della razionalità ma , assicuro, NON sono folli. 

 

 

 

 


 

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