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Io non rinnego nè poco nè punto la mia matrice culturale Junghiana.

E continuo a considerare C. G. Jung forse il più grande degli psicoanalisti ed il  vero ed unico PADRE della moderna psicoanalisi.

Nel mio piccolo credo di avere dimostrato che talune teorie junghiane sono infondate.

Ma Jung ha comunque capito l’enorme importanza che i linguaggi  simbolici hanno per la psiche e per la psicoanalisi.

E se qualche fisico diventerà cosciente di sè, e svilupperà adeguatamente la propria funzione intuizione, capirà anche lui che quei linguaggi non interessano solo la psiche e la psicoanalisi.

Ed ancora Jung, con l'ausilio di W. Pauli, ha intuito, tra molte altre cose fondamentali per la psicoanalisi, l’esistenza  dei fenomeni di sincronicità*, allora inspiegabili (e forse considerati dai più fenomeni allucinatori), in un epoca nella quale la fisica quantistica ed i suoi meccanismi,  che di quei fenomeni  sono il motore, aveva tra i più dubbiosi uno come Einstein .

E detto questo mi piace riportare qui cosa ha scritto di sè stesso proprio  Albert Einstein in una lettera a Carl Seelig nel 1952:  "Non ho particolari talenti, sono solo appassionatamente curioso".

(*) I quali per inciso dimostrano delle tante interazioni tra i contenuti istintuali dell'inconscio ed i fenomeni e gli eventi reali.

                                          (scritto il 06/1/24)

 

 

 

 

 

 


 

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