Vuole la leggenda che Laocoonte tentasse di dissuadere i Troiani ad accettare il dono offerto dai Greci come segno di pace alla fine della guerra di Troia con queste parole: Timeo Danaos et dona ferentes (Temo i greci anche quando portano doni).

Torto in verità non aveva dato che il famoso cavallo portò ai Troiani una montagna di guai.

Parrebbe che all’inizio della vita o sù di lì,  il nuovo nato (o la nuova nata) con la sua  piccolissima neonata coscienza/pagina bianca riceva un dono dall’ambiente parentale infantile.

Un dono seduttivo, una offerta di amore che induce un qualche contenuto di tipo sessuale dell’inconscio a manifestarsi timidamente alla soglia della piccola coscienza.

E dopo il dono scatta l’azione castrante.

Da quanto dopo scatti quell’azione castrante e repressiva e da quanti contenuti sessuali dell’inconscio riescano ad arrivare alla coscienza dipende dalla configurazione di coscienza di quell’ambiente parentale.

Molto o poco dissociati, molto o poco repressi, molto o poco schermati e nella stessa  identica misura quella azione castrante opererà sulla piccola coscienza.

L’azione castrante reattiva alla  prima emersione di contenuti dell’inconscio può azzerarli completamente  facendo terra bruciata nella piccola coscienza o può lasciare ad essi un qualche minuscolo spazio di vita.

E da questa prima azione dipenderà il tipo di psiche di cui l’adulto nel prosieguo della sua vita potrà godere o soffrire.

E si ! Aveva proprio ragione Laocoonte !

 

 

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