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Le interazioni tra condizioni psichiche (e mutamenti psichici) e processi biologici o patologici sono in grado di vincere su specifiche azioni farmacologiche.

Per esempio se una leggera influenza si DEVE manifestare come rappresentazione significativa di un determinato mutamento psichico essa si manifesterà comunque anche se nelle settimane precedenti si è fatto il vaccino antinfluenzale.

Parrebbe che i meccanismi di interazione tra la condizione psichica ed i suoi mutamenti ed i processi biologici abbiamo la capacità di prevalere sulle azioni terapeutiche con le quali la medicina intende contrastare questi ultimi.

E' per esempio il caso della mancata risposta terapeutica a determinate azioni cliniche quando esse si dimostrano inefficaci rispetto alla pervicacia del bisogno di rappresentazione del contenuto inconscio.

Oppure il riemergere della stessa patologia dopo la precedente (apparente) guarigione clinica

In pratica parrebbe che il bisogno di omeostasi generale governato dal cervello abbia molte più carte in mano di quanto non ne abbia la pur potente intelligenza razionale del clinico.

L'impressione è che i meccanismi della materia elementare (che costituisce la "struttura" delle cellule organiche) abbiamo una loro sottile capacità di determinare condizioni biologiche rappresentative sotto la "pressione” di determinate condizioni psichiche  o di sensibili mutamenti di essa.

Quindi il meccanismo delle interazioni, secondo una visione olistica del soggetto, dovrebbe essere di massima il seguente:Condizione psichica (e suoi mutamenti) del soggetto > interazione con i meccanismi della materia elementare che costituiscono le cellule e gli organi > mutamenti biologici (sintomi e patologie) conseguenti e rappresentativi di quella condizione psichica e dei suoi mutamenti.

                                  (scritto il 29/11/23)

 

 

 

 

 

 


 

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