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Prima c'è il Natale che porta nella "povera coscienza", povera in quanto ancora priva di sè, il Bambino Divino cioè la rappresentazione del Sè di ciascun individuo che finalmente entra nella coscienza.

Accompagnato in essa dal principio maschile (San Giuseppe) e dal principio femminile (la Madonna*).

Bambino riscaldato, in quella povera capanna, dalle radici istintuali di quei due fondamentali principi e cioè due umili ma molto significativi animali e cioè il bue e l'asinello.

E questi doni già così grandi si materializzano poi, nella stessa notte "magica", con i tanti doni che Babbo Natale porta ai bambini ed agli adulti, rimasti bambini anche loro essendo stato impedito  loro di crescere.

La festa dei morti, che storicamente aveva preceduto sia il Natale che lo stesso Halloween, recentemente è stata sostituita da quest'ultima nel corso della quale bambini ed adulti si mascherano con simboli mortuari, come ad indentificarsi dei significati che i "morti" dovrebbero portare alla loro coscienza.

I bambini e le bambine inoltre girano casa per casa chiedendo doni, di solito dolciumi, e scherzosamente minacciando ritorsioni (“dolcetto o scherzetto”).

Come a voler ingenuamente significare che negando alle piccole creature i significati che le loro piccole coscienze aspettano ciò non porterà mai bene.

(*) Il simbolo della Madonna  madre naturale di Gesù e del Cristo) è rappresentazione potente di un simbolo di trasformazione che lentamente nel corso del processo di crescita psichica diventerà la coscienza del Sè.

Si trasformerà cioè da simbolo del femminile (il quale condensa in sè ben più profondi significati) nella coscienza adulta del Sé dell’individuo.

                           (scritto il 12/11/23)

 

 

 

 

 

 


 

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