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 Aristotele e Platone, due modi diversi di definire la stessa cosa: Il Sé.

Nel primo il Sé, è la cosa in sé e nel secondo il Sé è astrattamente e lontanamente simbolico.

E cosa fa il Sé astrattamente simbolico:

-         Rapporto di Mimesi: L’agito dei significati del Sé e la loro rappresentazione nelle cose e negli eventi (i fenomeni di sincronicità);

-         Rapporto di Metessi: L’agito nella realtà delle protesi del falso sé;

-         Rapporto di Parusia: Il significato del Sé rappresentato simbolicamente nella realtà, (“nelle cose”);

-         Rapporto di Aitia: L’agito “nelle cose” e quindi nella realtà delle protesi del falso sé.

 

A.    L’ipotetico mondo aristotelico: Una realtà ed un mondo UMANO, come rappresentazione del Sè genetico della specie umana, così come l’ambiente naturale intonso (non antropomorfizzato)  è, in ogni epoca geologica, rappresentazione del Sé genetico di tutte le specie animali viventi in quell’epoca;

 

B.    L’ipotetico mondo platonico: Una realtà ed un mondo DISUMANI (e purtroppo reso reale dalla condizione dissociativa delle coscienze), come rappresentazione del falso Sè e della follia della specie umana.

 

A occhio e croce capiva molto più di sé Aristotele di quanto ne capisse Platone.

(*) Ha vagamente a che fare con il mondo degli Archetipi di Jung.

                           (scritto il 07/11/23)

 

 

 

 

 

 


 

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