Taluni sogni ripropongono spesso il tema della responsabilità che ricade su ciascun individuo relativamente alle cose della propria esistenza.

Facendo ricadere all’interno di quella responsabilità anche tutto le esperienze da esso vissute nella sua primissima e prima infanzia.

Questa cosa , stante l’assoluta passività del bambino rispetto a qualsiasi ambiente parentale infantile nel quale possa essere nato e vissuto, può stupire.

In effetti quale che sia la natura di quest’ambiente parentale (disastroso, ipercastrante, violento, privo di affettività e quant’altro di peggio può venire in mente) gli input esperenziali vissuti dal bambino inconsapevole sono comunque elaborati da lui (cioè dalla sua coscienza)  ed è quest’ultima, cioè la coscienza dell’individuo bambino cioè in definitiva lui stesso, a costruire i nodi, le catene,  le gabbie e quant’altro che nel corso della sua vita daranno radici alle sue nevrosi, alle sue psicopatie, alle sue innumerevoli disgrazie.

Certo il bambino è del  tutto incosciente ed inconsapevole del fatto che la sua coscienza sta , sulla base di quegli input distruttivi , costruendo le disgrazie che lo affliggeranno per tutta la vita ma quella coscienza, quell’inconscio, quella psiche è la SUA e perciò correttamente , in    questo senso, il sogno attribuisce quella responsabilità.

A ben pensarci perciò nel campo della psiche l’adulto è responsabile non solo per ciò che consapevolmente e coscientemente fa ma anche per ciò che fa inconsapevolmente ed incoscientemente in quanto egli fa ciò in quanto non si è assunto la responsabilità della propria psiche, delle proprie nevrosi, dei propri complessi di castrazione e quant’altro preferendo incolpare l’incolpevole destino , una infanzia disastrata , inconsapevoli genitori, un ambiente ostile , ecc. ecc..

Torna alla home page    Torna all'indice 10 (anno 2014)