I miti, i corpi mitologici, le mitologie pressoché eterni attraversano la storia di tutte le culture umane.

In tempi più recenti essi si inverano nelle religioni , nei romanzi, nella filmografia, ecc.

Sono la versione meno arcaica del Rosarium Philosophorum o della descrizione dei processi alchemici.

Tutte le mitologie sono  linguaggi simbolici (linguaggi correttamente definibili come archetipici nel senso qui illustrato qualche giorno fa) che raccontano in forme ed in modi diversi tutti la stessa storia.

Esse descrivono cioè in forma simbolica, all’uomo inconscio di sé, i tanti passaggi e percorsi del processo di crescita allo scopo aiutarlo , di fargli capire , allo scopo di aiutare la sua psiche e la sua coscienza,  a superare il suo penoso stato di cecità ed obnulescenza fino al raggiungimento della coscienza di sé.

Tra i tanti miti , essendo oggi giornata maledettamente piovosa , scriverò oggi del mito del diluvio universale.

Mito notissimo del quale si ha memoria scolastica fin dalle elementari.

Dice il mito che un giorno una pioggia terribile allagò il mondo, interamente sommergendolo.

Sembra una cosa di millenni fa ed invece rappresenta cosa attualissima.

Rappresenta cioè l’attuale generalizzata, diffusissima condizione di incoscienza di sé che affligge praticamente l’intera umanità.

Un diluvio generalizzato di incoscienza , di assenza di coscienza di sé.

In questo panorama, che dire acquoso è dir poco, un vecchio saggio , Noè, (il quale nel mito rappresenta il Sé dell’individuo) costruisce una grande arca nel quale imb-arca tutte le coppie di animali viventi.

Salvando così la vita a tutte le specie.

Arca quindi benefica e altrettanto benefico nocchiero.

La coscienza di sé (la benefica arca), la coscienza che ha integrato in sé l’immagine del Sé, assume, bonifica , sanifica e acquieta, superandole e conciliandole, tutte le coppie di opposti e quindi tutti i conflitti che attanagliato, che logorano, che usurano l’animo umano e la vita dell’uomo stesso.

Non solo quindi la coppia fondamentale del principio maschile e del principio femminile ma ogni qualsivoglia coppia di opposizioni.

Una coscienza che quindi sana e risana in sé, attraverso la loro presa di coscienza,  ogni conflitto e tutte le angosce, le sofferenze ed i pericoli che i conflitti inconsci portano con sé.

Non solo gli ovvi pericoli di dilaniamento della personalità e dell’essere ma , ove proiettati ed incarnati nella realtà sensibile, forieri di tragedie e di drammi come per esempio le guerre.

 

 

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