L’ambiente parentale infantile che produca imprinting repressivi o addirittura castranti nel confronti della psiche infantile impedisce sostanzialmente la normale crescita psichica della coscienza che nei contenuti dell’inconscio ha la sua fonte principale di informazioni/significati strutturanti.

Questa condizione di blocco impedisce altresì che la libido/energia destinata a canalizzarsi nella coscienza insieme a quei significati strutturanti viene canalizzata nel comportamento infantile che quindi presenterà evidenti tratti di caratterialità e di iperattivismo.

Questa condizione comportamentale che si produce nella realtà sensibile è di fatto una rappresentazione , una incarnazione ed un effetto  della condizione psichica dell’ambiente familiare (materno o paterno che sia).

Ciò genera in quell’ambiente una condizione di rifiuto e di rigetto che tende a produrre in nell’ambiente genitoriali comportamenti sensibili repressivi fino alle punizioni corporali violente.

Con comportamenti cioè che insieme rappresentano nella realtà ed insieme rinforzano a livello della coscienza infantile la condizione psichica inconscia genitoriale che quei comportamenti caratteriali disturbanti e disturbati del bambino/a hanno determinato.

La repressione castrante inconscia della crescita psichica del bambino/a ha trovato così il suo supporto confermativo anche a livello di realtà sensibile.

Le ferite inferte nell’inconscio del bambino dalla repressione psichica della sua crescita ora trovano riscontro nelle ferite inferte a livello di coscienza .

In un certo senso si chiude un cerchio, un circuito che determinerà negli anni a venire la condizione psicotica o nevrotica del bambino divenuto adulto

 

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