La simbologia del dono ha una duplice valenza. Da una parte è rappresentazione di  ciò che si definisce “dono di natura” cioè di un qualche talento naturale (presumibilmente istintivo, presumibilmente genetico) che dà all’individuo una qualche particolare capacità artistica o comunque comportamentale.

Anche la capacità di interpretare il linguaggio simbolico può ascriversi a quella categoria di doni.

Anche se questa capacità è acquisibile, affinabile e perfezionabile attraverso il lungo esercizio delle proprie capacità intuitive.

In sostanza con un potenziamento progressivo della propria funzione intuizione.

La seconda valenza della simbologia del dono attiene in qualche misura al fenomeno della sincronicità e quindi alla emergenza di eventi di qualsiasi natura che forniscano all’individuo possibilità di interpretazione in modo che egli possa riuscire  , seppure in maniera molto indiretta,  a comprendere meglio determinati aspetti del funzionamento della psiche .

Ma l’interpretazione centrale del simbolo del dono attiene ad un dono che è esclusivo della specie umana e cioè il dono della coscienza che differenza ,ove sviluppata nella direzione della coscienza do sé, l’essere umano dagli altri esseri viventi.

Lo sviluppo della coscienza nella direzione della coscienza di sé implica ovviamente lo sviluppo dell’ego ed il prosciugamento progressivo del falso sé e delle sue protesi nonché  del narcisismo.

 

Torna alla home page    Torna all'indice 10 (anno 2014)